martedì, 02 dicembre 2008
Il bolognese per tutti
Il corso on-line aggiornato ad uso e consumo di maruecas, studenti
fuorisede e di chiunque voglia parlare correttamente il vero slang
bolognese!
A BALUS: un tempo si associava anche a COL BLUES.. significa molto
bene, benissimo. Ormai in disuso, usata soprattutto dai 40/50enni.
"Come e' andato quell'affare che avevi intrapreso? A balus, ho
concluso io il tutto e mi e' andata di lusso (vedi) !"
ALLA VECCHIA: abbreviazione di "alla vecchia maniera" ovvero senza
pretese, senza fronzoli. "Oh regaz, stasera ci troviamo da me,
facciamo un po' di balotta e diciamo a mia madre di cucinare qualcosa
alla vecchia".
ANDAR GIU' DI SPARARDELLO: Si dice di un individuo che non ha peli
sulla lingua, cioe' che dice tutto il "Rusco e Brusco"(vedi) in
faccia. "Ieri ho litigato con mio marito e ti giuro son andata giu' di
sparardello gli ho detto il rusco e brusco di cio' che penso di lui"
ANDARE A RUSCO: e' un modo per mandare a quel paese qualcuno in senso
dispregiativo (rusco =pattume) andare a rusco cioe' vagare in cerca di
qualcosa che non vale nulla appunto l'immondizia.
variazione ANDARE A JESI (stesso significato ma se chiedi a qualsiasi
persona dov'e' Jesi non te lo sa dire di preciso quindi e' un po' piu'
in la' del rusco che si trova sotto casa)
BABBIONA: donna di avanzata eta' spesso impanterata(vedi) che si trova
nelle discoteche o nei locali frequentati da giovani. " Oh ragaz, ma
chi e' quella Babiona? sembra mia madre?!"..(si pronuncia con una b
sola)
BACCAGLIARE: parlare a vanvera, oppure parlare molto. "Soccmel se
baccaglia lui la', sembra una radio!" oppure " Smettila di fare sti
baccagli perchè non ne posso piu' ".
BADILE/I: dicasi mani grandi. "Oh hai visto Morandi che due badili che
c'ha...non saran mica due mani.."
BAGAGLIO (anche "zavaglio"): sostantivo che può indicare
indifferentemente qualsiasi oggetto (o persona) con accezione
negativa. Definisce sinteticamente la condizione di attrezzo inutile
il cui unico attributo è quello di possedere un peso senza, nonostante
tutto, svolgere correttamente la propria funzione. "Cos'è quel
bagaglio lì?" domanderà con aria di superiorità il giovine felsineo
additando il vecchio cellulare dell'amico dalle dimensioni di un
cabina telefonica; oppure "lui lì e' un gran bagaglio"o ancora "lo
butto sto zavaglio qui?o ti serve?
BAGIGIA: Nocciolina americana, arachide. " Oh regaz avete comprato le
bagigie per l'ultimo dell'anno?"
BALOTTA: Notevole concentrazione di persone in un dato sito. A volte
può indicare anche la propria compagnia di amici. "Gran Balotta c'è
stasera" sarà l'affermazione del giovane bolognese constatando la coda
kilometrica per entrare al Ruvido...(locale noto per la coda
all'ingresso)
BATEDO: letteralmente equivalente alla locuzione "una gran quantitÃ
di". Il termine, pur nella sua sinteticità estrema, esprime con
disarmante successo l'immagine onomatopeica del tamburellare
incessante di qualcosa che si abbatte senza concedere tregua alcuna.
"Ho preso un batedo d'acqua!" esclamerà correttamente l'ignaro
cicloturista appena rincasato fradicio dopo l'ennesima bizza
metereologica di queste mezze stagioni ritornate prepotentemente di
moda. Alcuni il "batedo" l'hanno invece riscontrato personalmente
nelle risse davanti al famoso locale notturno bolognese Matis.
"Ho preso un gran batedo di botte" mi hanno picchiato..
BATTELLO: come batedo ma piu' italianizzato
BAZZA: intrallazzo, conoscenza tattica volta all'ingresso in disco (o
altro...) senza sottostare a code di ore o allo sconto all'atto
dell'acquisto del settimo aperitivo consecutivo al Rosarosae. Con
l'aggiunta di GRAN davanti diventa Affare - Sbazzare (scambiare)
BELLA VECCHIO!: tipica espressione per salutare un vecchio amico o
amica (VECCHIA) o amici (VEZ).
BEVERONE: Cocktail, bevanda di notevoli dimensioni, "Regaz oggi dal
gran caldo, mi son fatto un beverone ghiacciato"
BIGA: bicicletta.
BOCCHEGGIARE/BROZZARE: cogliere sul fatto, scoprire qualcuno in
situazioni particolari (la maggior parte delle volte quando non si
dovrebbe esser scoperti). "Oh regaz l'altro giorno la mia donna mi ha
brozzato mentre mandavo sms ad una tipa".
BOMBARDATO: individuo sballato, un po' sfigato, rincoglionito, ma che
crede di essere al top.
BONA LE': basta. Locuzione sintetica ma esaustiva per sancire il
termine di qualsiasi attività o discussione. "bona lè, riga! non ne
voglio mezza!" Affermerà perentoria la fanciulla-bene all'incipiente
quarantasettesimo tentativo di "intomellamento" ad opera del maldestro
maraglio di turno.
Vedi anche: "riga".
BRAGA: derivazione di braghe, pantaloni. Il termine viene usato per
indicare qualsiasi luogo in cui il numero di presenze maschili superi
quello femminile. "Oh regaz ma dove mi avete portato? In questa
discoteca c'è solo della braga!" cioe' non ci sono donne..
BRESCO: o meglio "essere bresco". Definisce lo stato comatoso
conseguente ad abuso di sostanze alcooliche e depone a grande sfavore
del soggetto in quanto assolutamente incapace di intendere e di
volere. Es.: "Regaz, ieri sera ero troppo bresco" esclamerà il
morigerato fanciullo la giornata susseguente ad una bravata con gli
amici.
BRISA: La negazione per eccellenza del vero bolognese. E' uguale al
NON in italiano ma è molto più potente. Da usare in frasi perentorie
(rigorosamente in dialetto) nelle quali non ci sia possibilità di
replica da parte dell'interlocutore. "Oh cinno brisa strazzer i
maron!". ehi bambino non rompere le scatole
BRUSTULLO o BRUSTULINO/I : Seme di zucca essiccato. "Oh ragaz non
comprate i brustulli allo stadio, son vecchi e son secchi, meglio alla
Coop".
BRONZA: Termine che sta ad indicare una emissione di gas più o meno
nociva e/o rumorosa dall'apparato intestinale.
BULBO: capelli. Il bolognese veramente giovane affermerà al suo amico
scapigliato dalla corrente: "con questo vento hai un bulbo che non si
affronta!"
BURDIGONE: letteralmente scarafaggio. Il termine indica però anche
quelle caramelle nere, in simil-liquirizia, a forma appunto di
scarafaggi, che, a volte, ancora si riescono a trovare in alcune
vecchie drogherie.
BURIDONE/MALIPPO: casino, bordello, confusione.
BUSONE/A: termine polivalente, comunemente sta ad indicare il gay
mentre al femminile descrive una donna con delle vedute sessuali
particolarmente "aperte". Può essere però usato anche per descrivere
una persona particolarmente fortunata. Il termine viene associato
spesso a "Soccia che.. " in questo caso la fortuna e' sfacciata.
BUZZA: letteralmente "pancia". Con tale termine si vuole indicare la
protuberanza addominale che frequentemente accompagna già in tenera
età i giovani bolognesi. Un grande classico è la cosidetta "buzza
alcolica", cioè quella dovuta al ripetuto e costante abuso di sostanze
alcoliche. "Hai visto che buzza che ha messo insieme a taffiare come
un ninino" cioe' visto che pancia che gli e' venuta a forza di
mangiare come un maiale..
CALIFFO: il termine spesso usato per riconoscere ad un determinato
soggetto una certa qual abilità spesso riferita al campo femminile, ma
non solo. Dire "sei un califfo" è come dire "sei un grande!".Questa
valutazione è spesso accompagnata da un aumento di volume della voce
dell'autore per un evidente coinvolgimento dei presenti.
CANAPPIA: naso molto prominente e pronunciato. "Soccia che canappia
che ha lei li', sembra la befana!"
CARRAMBA: Carabiniere. si pronuncia con una r sola Caramba.
CARRO: Vedi "Ferro"
CARTOLA: tipo giusto, molto fico, di un'altra (vedi). Se si "ha la
cà rtola" significa che si possiedono tutte le caratteristiche
necessarie per fare colpo sull'universo femminile.
CARTONE: vedi "Papagna"
CATRAME: Vedi "Scardozzo"
CASSA/CARRIOLA: Stato mentale in cui non si è particolarmente
orientati nel tempo e/o nello spazio. Può essere dovuto all'assunzione
di sostanze psicotrope o alcoliche, ma anche ad eccessiva stanchezza.
"Oh regaz, ieri sera c'avevo una cassa adosso che mi hanno dovuto
portare in branda gli altri perchè io non ce la potevo fare"."Vado a
letto perche' ho una gran cariola" (via la doppia r)
CIAPPINARO: La pronuncia esatta è Ciapinaro in quanto la doppia "p"
viene immolata senza troppi rimorsi sull'altare della corretta cadenza
felsinea. Il termine, indica il trafficone tuttofare, colui che svolge
attività non soggette a fattura nell'ambito della manutenzione della
dimora o dei veicoli all'interno di relazioni tribali di condominio o
di quartiere.
CIAPPINO: Il termine ha il significato di affare, incombenza da
assolvere. "Devo andare a casa che c'ho un ciapino da fare" dirà il
bolognese alla sua morosa che vuole propinargli una serata davanti
alla tele a vedere per l'ennesima volta "Vi presento Joe Black".
CICCHETTO: Il cicchetto è un giro di sostanza alcolica al bar. In
origine poteva essere il bicchiere di vino, servito nel tradizionale
bicchiere di vetro piccolo e spesso 4 cm, adesso può anche essere
riferito agli "shorts". Il vero professionista del cicchetto comincia
la sua giornata alle 7 della mattina con appunto un cicchetto di
stravecchio, rigorosamente a stomaco vuoto..
CINNO: Bambino, ragazzo. Tale termine a volte viene usato, in modo
dispregiativo, per impartire, in modo perentorio, un comando ad
individui (generalmente più piccoli di età o condizione) di cui si ha
scarsa considerazione. femminile (CINNA) si dice anche per indicare
una brava ragazza. "Oh ma lo sai che lei liì e' proprio una brava
cinna!" .plurale (CINNI).
CIOCAPIATTI: Letteralmente "Colui che rompe dei piatti". Più
correttamente "cioccapiatti", la doppia "c" non viene pronunciata per
esigenze di cadenza. Personaggio sbruffone con la tendenza a parlare
molto e concludere poco. Di solito affibiato ad individui che si
vantano di particolari prodezze o agganci che in realtà non hanno.
"Lui lì è un gran ciocapiatti" affermerà il gentleman bolognese
raccontando agli amici le gesta del PR di turno che gli aveva
assicurato un entrata a gratis al Matis (e scusate la rima).
CIOCATA: rimprovero, cazziatone. Anche in questo caso la doppia "c"
viene elisa per motivi di corretta pronuncia. "Ho preso una ciocà ta
pazzesca" asserirà correttamente lo studente ripreso e ridicolizzato
di fronte alla platea di compagni di corso dal prof che lo ha
"sgamato" mentre copiava la soluzione del problema.
CIOZZA: Vedi "Bresco" "Oh ieri sera ho preso una ciozza della Madonna".
CONTADO: Contadino.
CREPA: ha molteplici usi. Tirarare una crepa: Morire. Ho fatto una
crepa: Brutta figura. "Hai sentito di quel vecchietto che in centro e'
finito sotto l'autobus e ha tirato una crepa?"
CUCCIO: piccolo urto, colpetto, inteso in svariati modi, anche
sessuale. "Oh regaz, l'altra sera mentre parcheggiavo ho dato un
cuccio al paraurti della macchina". "Oh regaz, l'altra sera avevo una
gran tirella (Vedi) e ho dato un un cuccio alla mia donna"
DARE LA MOLLA (O SMOLLARE...): mollare, scaricare. Utilizzato
principalmente nel senso di liberarsi della persona con cui si è
soliti accompagnarsi. Alla domanda "dove l'hai messa la morosa?" il
giovane bolognese che vorrà distinguersi per eleganza e modernitÃ
risponderà convenientemente "cioé, le ho dato la molla, mi aveva
troppo zagnato i maroni!" (vedi "zagnare") oppure "ho smollato la
raga".
DELLA SERIE...: incipit per eccellenza che prelude ad una categoria di
cui l'evento che viene commentato si ritiene faccia parte.
Fondamentale la "s" sibilante e la "e" molto aperta affinché la
locuzione sia effettivamente giovane ed efficace.
DI LUSSO: si usa specificatamente con davanti "andare" .. in un
qualche modo essere fortunati..." Com'e' andato l'esame? Mi e' andata
di lusso, mi han chiesto di parlare di argomenti che sapevo!"
DOPO LA PUZZA: (ARRIVARE ): indica arrivare a fatto avvenuto, dopo che
ormai le acque si son calmate... "Regaz cos'e' successo? Bisogno di
aiuto?" dira' al suo arrivo dopo un tafferuglio sotto le due torri il
giovane felsineo.. "Seee oh te arrivi sempre dopo la buzza!!)
EH BEN BEN: espressione tipica bolognese usata in molteplici occasioni
sia in positivo che in negativo. "Come stai? risposta: Eh ben ben sta
buono va la' ho un mal di testa della madonna!" oppure "Com'era il
concerto? risposta Eh ben ben uno spetaccolo mai visto" notare
Spetaccolo una t e due c..
ESSERE DI UN'ALTRA (o di prima, o di primissima): sottointeso
"categoria" (al maschile è sottointeso "ordine"). Locuzione utilizzata
per esprimere entusiasmo e felicità per qualcosa. L'oggetto
dell'espressione viene immediatamente posto al di sopra di ogni
confronto con oggetti simili ma banalmente e tristemente più scadenti
(di ultima).
FAGIANO: persona poco furba, credulona, ingenua. "Oh regaz, lui lì
crede proprio a tutto! E' proprio un fagiano!"
FAINA: persona simile al fagiano ma che crede di esser furba, ma che
gli altri reputano uno sfigato.."Mi sono schiantato contro il paletto
con la macchina.. Sei proprio una faina!"
FANGA: scarpa. Tendenzialmente schivo e scarsamente esibizionista il
giovane felsineo apostroferà il suo interlocutore appoggiando un
lieve: "ho comprato delle fanghe in centro che sono di un'altra" .
FARE IL PROPRIO NUMERO (non...): locuzione di rimprovero che colpisce
la giovane mente bolognese fin dalla più tenera età e che lo
accompagna nel corso della sua esistenza pronunciata ora dall'amico di
turno ora dalla dolce consorte la quale, prontamente avvedutasi
dell'imminente, ricorrente fragorosa digestione del compagno nel corso
del pranzo di nozze della sorella, lo apostroferà così: "Non farai
mica di nuovo il tuo numero?!"
FAR L'ASINO: vedi fare il proprio numero, il termine puo' essere usato
come rimprovero, "Oh la pianti di far l'asino!!" ma anche come
complimento " Soccia che simpatico fa sempre l'asino "
FARLOCCO: termine da usare in casi di malfunzionamento di un qualsiasi
aggeggio. Il top del farlocco è quando fai un acquisto di cui sei
troppo felice e ti accorgi, appena scartato che il tutto non funziona.
"Oh regaz, ho comperato un nuovo pc nuovo ma non si collega ad
internet, mi sa tanto che è farlocco".
FATTANZA: situazione mentale non molto differente dalla cassa (Vedi).
Questo termine è però più indicato nei casi di uso massiccio di
sostanze chimiche (Chicche, funghi) oppure di erbe misteriose.
FERRO: I bolognesi usano questo riferimento al noto elemento presente
in natura per indicare un veicolo a motore a 2 o 4 ruote. Tipiche
situazioni sono quelle che si verificano quando il maraglio (vedi
sotto) di turno si presenta al bar davanti agli amici con la "Punto
Sporting" ipertaroccata i quali diranno:
"Ma dai! Ma che ferro hai?" (notare la finezza della rima...) oppure
"Gran ferro!" oppure "Va mo la che ferro che sfoggi stasera!"
FETTA/FETTE: significato piedi o piede. "Oh ma che fette c'hai?
Sembran due pinne!"
FIOCCO: bacio. Gergo tipicamente da sbarbo, ma ormai caduto in disuso,
ancora in voga fra i veri intenditori dello "slang" bolognese.
FITTONE: paletto, ostacolo, generalmente fisso, ma sono sempre più
frequenti quelli mobili, per impedire il passaggio di autoveicoli. Il
fittone classico è solitamente di forma fallica. "Oh regaz l'altra
sera ho preso contro ad un fittone in parcheggio e ho sfatto la
fiancata".
FONTANIERE: idraulico
FUNZIA: funziona, funzionare. "Oh regiz, ho riparato la moto adesso si
che funzia!"
GABANELLA/PENNICA/PISOLO: pennichella. Indica un riposino dopo
mangiato orario pressoche' dalle 13.30 alle 14.30. "Regaz, io vado
mangio mi faccio una gabanella e ritorno" - "Mi son fatto una pennica
di tre ore"
GAGGIA: mento di notevoli dimensioni e sproporzionato rispetto al
resto del viso. Tra gli esempi più famosi citiamo Celìne Dion e
Michael Schumacher.
GAGNARE: rubare, fregare. "Dove hai preso quella biga (Vedi)?" "L'ho
gagnata in piazza Verdi a un Tunnello (Vedi)"
GEPPO: scarso, maldestro, personaggio di scarso spessore. Aggettivo
dispregiativo utilizzato per additare persona sfigata di cui si nutre
scarsa considerazione. L'espressione può essere rafforzata
ulteriormente da specificazioni peggiorative come nei seguenti esempi:
"geppo di ultima".
GHEGA/GNOCCO/TOZZA: colpo, urto, ma può indicare anche un pugno oppure
un incidente. "Oh regaz l'altro giorno stavo impezzando una gnocca di
prima. Il suo tipo però se ne è accorto e mi ha cacciato una gran
ghega in fronte".
GHIGNARE: per il vero bolognese significa ridere. "O regaz l'altra
sera siamo andati alla Fiera e ci siam fatti delle gran ghigne!"
GIANDO/GIANDONE/GIANDONAZZO: termine che ha la stessa valenza di
"geppo" (cfr.), ma che a differenza di questo deve essere usato con
persone di notevole statura e stazza.
GIAZZO: contrazione della parola "ghiaccio". Il termine sta ad
indicare una temperatura particolarmente rigida con presenza di
pinguini. "Oh regaz, ma che giazzo fa oggi?" Ha un doppio significato
"Avere del giazzo in tasca" cioe' avere le tasche vuote..
GIGIONE: ragazzo molto alto con caratteristiche simili al giandone
(vedi) o geppo (vedi)
GNICCARE: termine dalla valenza multipla: può indicare un rumore "Oh
regaz ho la macchina che gnicca sull'anteriore". oppure può essere
usato per indicare una morte improvvisa "Oh regaz l'altro giorno è
gniccato mio nonno d'infarto".
GNOLA (FARE LA): espressione da usare in presenza di persone
lamentose, querule. "Dai mo Gina, ti porto al cinema, piantala di
gnolare!"
GREZZA: gaffe, figura barbina di proporzioni cosmiche.
GROSSO: (FARE IL) : espressione usata per indicare un gradasso, un
bullo. "Oh regaz, lui li fa troppo il grosso, prima o poi si becca due
schiaffazzi!" La parola viene spesso associata a persona palestrata
molto muscolosa. "Soccia lui li' se e' Grosso! chissa' in che palestra
va?!"
GUAZZA: per il bolognese DOC il termine indica la brina che, durante
le notti felsinee si forma, spesso e volentieri, un po' ovunque. "Oh
regaz occhio a tornare a casa col motorino che c'è della guazza".
GUBBIARE: dormire. "Oh regaz, ieri ero a pranzo da mia nonna, ho
cacciato una gran taffiata (Vedi), mi è venuta una gran cassa (Vedi)
nel pomeriggio, così mi son buttato sul letto e mi son fatto una gran
gubbiata".
GUFO: Vigile urbano, polizia municipale... "Oh regi non passate piu'
in via S.Isaia, i Gufi ci han messo il Sirio!"
GUZZARE: ovvero l'atto sessuale propriamente detto, anzi fatto.
"Allora com'è andata con quella la'?" "Le ho cacciato una guzzata
della Madonna". Il termine però può anche indicare un furto "Regaz mi
hanno appena guzzato la macchina!"
IMPALUGARE: allappare, invischiare. Tipico verbo da usare durante gare
di Orzoro, pangrattato a cucchiaiate senza bere. Il giovane bolognese
che tronfio estrarrà dal suo zainetto il mitico "tortino porretta" o
il non meno temibile "buondì classico" (privo dell'effetto
lubrificante della marmellata o della copertura di cioccolato) per la
merenda si troverà irrimediabilmente impalugato e quindi bisognoso di
ettolitri di liquido. "Oh regaz sta merenda impaluga da matti,
slungatemi un beverone(vedi)"
IMPITONATA: dicasi di ragazza molto intappata(vedi sotto) appariscente
sia negli indumenti che nel trucco. Riferito al pitone. "Oh visto
quella tipa com'e' impitonata?"
INFOIATO: il termine indica uno stato mentale in cui un individuo si
butta a capofitto in un'azione oppure è particolarmente convinto di
riuscire in una impresa. "Oh regaz con quella tipa la mi sto infoiando
di brutto"
INGHIPPO: ostacolo,situazione ingarbugliata, problema, grattacapo.
INTAPPO: abbigliamento particolare, look. Utilizzato in modo
particolarmente efficace per riferirsi a travestimenti o agghindature
finalizzate alla partecipazione a feste a tema (intappo anni '70).
L'arrivo di un amico dotato di zampa di elefante e stivaletto in pelle
con cerniera laterale verrà convenientemente salutato con un
efficacissimo: "meerda, che intappo! Sei troppo di un'altra!". Lo
stesso termine può essere esteso alla fanciulla notoriamente
tranquilla in vena apparente di trasgressioni presentatasi con un look
aggressivo. INTAPPINO : Termine che usano le donne per sottolineare un
indumento intimo per far colpo sul fidanzato "Ieri mi son comprata un
intappino da urlo"
INTORTARE (da cui il sostantivo "intorto"): circuire, ammansire con
discorsi possibilmente lunghi e fastidiosi a fini persuasivi. La
pratica dell'intorto è tipicamente attuata dal giovane di tendenza
che, sfoggiando camicia "di primissima" ed il dodicesimo calice di
frizzantino al dehor del Rosarosae, dà prova di prorompente logorrea
alla fanciulla trampolata di turno al fine palese di ottenere favori
di natura sessuale. Il risultato comunque è indefinibile! "Lui la' mi
ha fatto un'intorto che non finiva piu', una pezza che la meta'
basta!"
LA META' BASTA: se basta la meta' figuriamoci l'intero... "Oh lui li'
e' talmente maraglio che la meta' basta!"
LESSO: tipo scarsamente sveglio. "Lui lì è un lesso!" esclamerà la
sagace fanciulla bolognese additando il giovane di passaggio il quale,
la sera precedente, alla visione della suddetta in soli autoreggenti e
sandali con tacco vertiginoso, non ha compreso le malcelate intenzioni
sessuali della focosa compagna.
LUDRO: personaggio dalle abitudini alimentari particolarmente
sregolate (soprattutto nelle porzioni e negli orari), da cui il
termine "sludrare". (vedi)
LUMINO: emissione involontaria e accidentale di particelle di saliva
dalla bocca. Il lumino compare sempre in momenti topici o importanti
tipo quando stai intortando la donna della tua vita oppure durante un
esame il cui esito potrebbe cambiarti la medesima e nel bel mezzo
della discussione fai il bagno al tuo interlocutore perchè ti è
partito il "lumino".
MARAGLIO: aggettivo sostantivato utilizzato per identificare ragazzi/e
abbastanza grezzi che si mettono in mostra in modo vistoso e cafone.
Il giovane della Bologna bene affermerà "che gran maraglio!" indicando
platealmente il possessore della Renault 5 turbo con ruote iperlarghe
e adesivi sul genere "turbo", "Rabbit", "O'neill" o peggio l'alettone
dietro all'Alfa. Il contrario avviene quando il giovane della bologna
bene sfodererà il Porsche fiammante dal quale scenderà rigorosamente
iperabbronzato con camicia bianca e con occhiali da sole "Rayban"
portati anche la sera. In questo caso la domanda più comune tra la
gente è: "Ma che maraglio è...?"
MARONI: il termine, foneticamente parlando, rende al meglio il
significato di queste rotondità anatomiche maschili di particolare
importanza. Senza bisogno di spiegazioni sono le frasi " Ho due maroni
così" (sottointeso "grandi": la grandezza viene spesso efficacemente
espressa da una gestualità non fraintendibile...) e "mi hai rotto i
maroni".
MUSTA: termine che sta ad indicare il movimento ripetuto e ad
andamento circolare della mandibola e della muscolatura attorno alla
bocca dell'incallito consumatore di allucinogeni vari.
NIDI: materiale vario, radunato a casaccio in un cartone o cassetto
che non si userà mai. "Oh Cinno, vedi ben sistemare tutti quei nidi
che hai nella tua camera, altrimenti te li caccio giù dalla
finestra"."Quasi quasi oggi faccio lo spoglio dell'armadio e butto via
un sacco di nidi"
NIZZA: prostituta di colore. "Oh ho fatto un giro in via Rigosa (per
chi non e' di Bologna, e' una via periferica che collega Zola Predosa
a Bologna) era pieno di Nizze" derivante da NIZZO: livido nero.
NOCE: pugno. "Ti caccio una noce" esclamerà il bolognese inveendo
contro l'ennesimo "extra" che cerca di pulirgli il vetro al semaforo.
NON C'E' PEZZA: locuzione ermetica che affonda le radici ai tempi di
vacche magre in cui le pezze potevano sancire la salvezza di un capo
di abbigliamento ormai logoro. Quando "non c'è pezza" significa che
non vi è modo di recuperare lo strappo e, per traslato, sottolinea
l'ineluttabilità di un evento senza che si possa fare niente per
evitarlo o per negarlo.
"Devo mettermi a dieta, non c'è pezza!" esclamerà non senza una nota
di tristezza il giovane imbolsito da vagonate di tigelle e
crescentine.
NON SI AFFRONTA: locuzione atta ad indicare situazioni, immagini e/o
persone al limite della gestibilità o comunque sgradevoli a qualunque
dei cinque sensi.
NON VOLERNE (PIU') MEZZA: essere saturo di una cosa al punto di non
volerne più sentire parlare. Appare evidente il superiore impatto
emozionale della locuzione felsinea al confronto del ben più prolisso
ed inefficace corrispondente italiano. (Vedi anche "scendere la
catena")
PACIUGO/PACIUGARE:Paciugo ha diversi significati, paciugo inteso come
pantano, lisciva sull'asfalto, fango..oppure qualcosa che non e'
venuta proprio come doveva "Ho fatto un gran paciugo in casa quando ho
imbiancato"..
"Maledetta pioggia c'e' un paciugo per le scale!!"
paciugare paciugato: diversi significati sia in positivo che in negativo:
"Oggi ho paciugato un po' con i pennelli e ho dipinto un bel quadro"
"Quasi quasi mi metto a paciugare con il pc, chissa' che non mi
vengano idee per realizzare qualcosa di bello"..
PACCO: questa parola ha diversi significati il primo sta ad indicare
l'organo sessuale maschile molto evidente, il secondo sta a signifare
una truffa,un tranello o di un oggetto che si presenta non proprio
come volevamo "Oh regaz, sto stereo e' un gran pacco! non funzia
proprio era meglio il mio vecchio!"
PAGLIA: sigaretta. Tipica l'espressione del galantuomo bolognese il
quale, dopo avere sorseggiato il quinto "mohito", si rivolge
elegantemente al tavolo accanto al proprio biascicando: "oh, regaz,
avete una paglia?".
PALAZZO: palasport. Usata ai tempi del Palasport di Piazza Azzarita,
ma ormai usato anche per il Palamalaguti "Oh regaz, domenica tutti al
Palazzo! Vien anche mia sorella".
PANNO: coperta (del letto). Viene chiamato a gran voce dal galantuomo
bolognese al sopraggiungere dei primi freddi apostrofando così la
signora: "Oh, Cesira, tira fuori il panno!".
PAPAGNA/CARTONE: Pugno,sberlone,vedi anche ghega/gnocco/tozza. "Oh se
non la pianti di far l'asino ti do una papagna che ti faccio girare
due ore"
PASSI LUNGHI E BEN DISTESI: ormai in disuso ma sempre efficace, lo
dice chi vuole allontanare un individuo prima che succeda qualcosa del
tipo rissa..o per interrompere bruscamente una conversazione "Oh tipo
vai mo a rusco(vedi) passi lunghi e ben distesi o ti arriva un
cartone"
PANTERONA: si dice di ragazza molto appariscente vestita in modo molto
sexy tipo pantera. "Oh regiz, vado in pista e ballo vicino a quella
panterona!"
PELANDRONE: il termine, ormai quasi perduto, indica, in maniera
insindacabile, lo scansafatiche per eccellenza, quello che ha sempre
il culo peso. Le nonne apostofavano così i nipoti scarsamente attivi.
PENNA: termine che viene usato per indicare un bell'esemplare di
genere femminile. "Oh regaz quella tipa lì è una gran penna".
PEZZA: sostantivo derivato dal verbo "impezzare" ossia usare la
dialettica per chiudere all'angolo un altro individuo contro la sua
volontà , il quale, dopo alcune orette sbotterà "cioé, mi stai tirando
una pezza allucinante! Cioé, non ti si affronta: basta". (Vedi anche
"tomella")
variante: NON C'E' PEZZA: non c'e' niente da fare, non si puo'
aggiustare. "Oh quei due non vanno proprio daccordo. Non c'e' pezza!"
oppure "Quello scardozzo(vedi) della mia moto non va piu'.. il
meccanico ha detto che non c'e' pezza!"
PERRY: dicasi di perizoma spesso sporgente da jeans molto a vita
bassa." Oh regaz, fatti lei li che perry che sfoggia!"
PICCAGLIO: anche in questo caso la doppia C viene rimossa per una
corretta pronuncia petroniana. Il termine ha molteplici significati:
può essere impiegato per indicare la sicura che si abbassa per
chiudere la portiera nella macchina, oppure più generalmente un
qualsiasi oggetto sporgente che non abbia un particolare nome. Può
essere usato anche per indicare un personaggio di cui si ha scarsa
considerazione oppure uno sbruffone, in questi caso ha la stessa
valenza di "Bagaglio" (Vedi)
PILLA (FRESCA): soldi, denaro. Sostantivo generalmente utilizzato per
sottolineare le capacità economiche famigliari che permettono al
vitellone di sfilare di fronte al "Calice" sull'ultima spider in
compagnia della bionda di turno "merda che ferro! lui lì c'ha della
gran pilla!" - "Lui li' ha fatto la fresca con quell'aziendina"
PIOMBA: stato comatoso spesso dovuto all'azione di agenti esterni come
droghe o alcool, ma che puo' essere usato per indicare anche uno stato
vegetale conseguenza di abbondandti libagioni (classica la "piomba
post-pranzo").
PLUMA: avarizia portata ad eccessi di tipo rabbinico. "Oh regaz lui lì
c'ha una pluma addosso che spacca!"
POLLEGGIO: riposarsi, stare calmi. Viene utilizzata spesso anche la
forma imperativa del verbo in tono intimidatorio per raffreddare i
bollori del maraglio di turno che spinge per non fare la coda
all'ingresso della disco: "Oh, polleggiati subito!" - "Ieri sera non
sono uscito, mi son polleggiato sul divano."
POLO: sinonimo di GIAZZO (Vedi).
PRANA: sinonimo di BRONZA (Vedi).
RANDA/RANDANELLO: unità di misura della velocità . Indica la
possibilità , per un mezzo di locomozione, di raggiungere velocitÃ
smodate. "Oh regaz, il mio nuovo FERRO (Vedi) va a randa!"
RAVALDONE: sinonimo di SCARDOZZO (Vedi).
REGAZ/REGIS/RAGAZUOLI: contrazione della parola "ragazzi". Usato in
maniera confidenziale dal giovane petroniano per salutare la sua
balotta di amici. "Oh, Bela regaz, siete a posto?".
RIGA: basta, finito. La citazione della linea che determina la fine
dell'elenco degli addendi nella somma del verduraio definisce per
traslato la fine di ogni attività . Si fa seguire spesso e volentieri a
BONA LE'" (Vedi) come rafforzativo.
RUSCO: pattume, spazzatura. "Cacciala nel rusco!" si sentirà dire il
tapino giunto al passo della Raticosa con mezz'oretta di ritardo
rispetto agli altri amici dotati di moto ben più moderne e
prestazionali. N.b: I bolognesi pensano erroneamente che questo
termine sia utilizzato in tutta Italia.
RUSCO E BRUSCO: si dice quando qualcuno dice il bello e il brutto di
una vicenda, cioe' non nasconde nulla di un fatto. "Ieri sono andata
dal mio capo e gli ho detto il rusco e brusco di cosa non va in
quell'ufficio".
SALTARE I FOSSI ALLA LUNGA: in sintesi fare passi da giganti, compiere
imprese impossibili.. un classico della bolognesita' e' il nonno che
dice al nipote "io alla tua eta' saltavo i fossi alla lunga" nel senso
che i giovani di oggi sono meno attivi dei giovani di ieri.
SANDRONE: termine molto "vintage", anche questo usato dalle nonne, che
davano del "sandrone" al nipote che ne aveva combinata una delle sue.
In tempi più moderni il termine viene usato da alcuni per indicare un
volgare "cannone".
SABADONE: tipo un po' provincialotto, tipico contadino emiliano, un
po' ciondolante e goffo, un po' scansafatiche simile al sandrone ma
molto piu' contado(vedi)
SBAGIUZZA/SGADIZZA: segatura. Il termine però viene anche usato per
indicare una cosa da poco, dal valore molto scarso, appunto come la
segatura.
Nelle vecchie officine quando si chiamava l'apprendista per pulire una
chiazza d'olio si diceva "Cinno sgadezza!" con la segatura si
asciugavano le macchie.
SBOCCARE: Indisposizione gastrica con fuoriuscita copiosa di sostanze
dalla bocca.
SBORONE: esibizionista, personaggio che si fa notare rumorosamente,
privo del benché minimo senso di misura, tatto ed eleganza. La
diffusione del malcostume nazional-popolare di stampo catodico tipico
di questo periodo storico ci offre continui esempi di "sboroni" che
spaziano dagli ostentatori di status simbol (auto, moto, abiti
griffati, accessoristica elettronica di vario genere) accomunati dalla
caratteristica di avere elevati prezzi senza possederne corrispondenti
contenuti, ai più classici autocelebratori di prestazioni sportive,
sessuali nonché spacciatori di falsissime amicizie altolocate.
SBROCCARE: perdere la brocca, andar giu' di brocca.. Cioe' andar fuori
di testa, arrabbiarsi. "Oh regaz, l'altro giorno la mia tipa e'
sbroccata perchè mi sono ingubbiato e non siamo andati al cinema!"
SBROZZO: unità di misura indicante una quantità indicibile di cose o
persone. "Oh regaz stasera al Matis c'è uno "sbrozzo" di gente"
sentenzierà il giovane felsineo dopo aver osservato la coda di 12 km
davanti all'ingresso della disco.
SCADORE: prurito. La frase classica nella quale inserire il termine è:
"Oh regaz, non so come mai, ma oggi c'ho un gran scadore".
SCANCHERARE: imprecare, mandare un accidente a qualcuno,
manifestazione di insulti pesanti. "Oh regaz, ieri ho sentito lui la'
che gli scancherava dietro" il termine dietro viene usato per indicare
"alla persona".
SCARACCIO: emissione volontaria di saliva dalla bocca. Lo scaraccio
può essere semplice, solo saliva, oppure composto, con aggiunta di
catarro e/o sangue, a seconda delle condizioni di salute più o meno
gravi dell'individuo.
SCARDOZZO: appellativo che viene solitamente affibiato ad un mezzo di
locomozione non proprio all'avanguardia o che, pur essendo
all'avanguardia, ha evidenti problemi di funzionamento. "Dove l'hai
preso quello scardozzo" dirà il giovane bolognese al maruecas che si
presenterà con il suo "nuovissimo" Ciao Piaggio.
SCENDERE LA CATENA: tipica espressione che comunica il disarmo finale
nei confronti di qualsivoglia evento al punto da non "volerne più
mezza". Le due espressioni si rafforzano spesso in un confronto
sintattico che porta il giovane ingegnere alla settima ora di scritto
dell'esame di stato ad affermare: "bona lì, riga! mi è scesa la
catena: non ne voglio più mezza!". Lo stesso verrà ritrovato poche ore
dopo completamente "in cassa" di fronte al pub irlandese...
SCIMITONI: Modo di dire ormai solo x veri intenditori. Usato
principalmente dalle nonne durante pranzi con abbondanti libagioni. Al
terzo piatto di tagliatelle il giovane bolognese comincerà a chiedere
pietà alla nonna e la stessa lo apostroferà così: "Ma dai mangia
ancora, non stare mica a far dei SIMITONI", la corretta pronuncia
infatti viene ottenuta mediante la S iniziale maledettamente sibilante
e l'eliminazione della C.
SDOZZO: termine che si può usare sia per le persone che per le cose.
Nelle persone indica individui non bellissimi, un po' imbranati,
oppure bizzarri o ridicoli nell'aspetto. Può servire per descrivere un
qualsiasi oggetto che non funzioni a dovere oppure vecchio, superato.
"Oh regaz lo scooter di mio padre perde i pezzi da tutte le parti, è
proprio uno sdozzo"
SEI FUORI: essere fuori di testa, seguito spesso da: come un balcone,
come un coppertone,di brutto, di cotenna, accrescitivo: fuorissimo.
spesso preceduto da OH MA TE.... indica una persona un po' alticcia,
ma anche una frase per mettere in discussione cio' che qualcuno sta
cercando di farci credere: "Oh ma cosa stai dicendo? Sei fuoooori??!"
SFROMBOLARE/CACCIARE: gettare via, lanciare. Verbi che ben descrivono
gesti plateali e definitivi volti all'eliminazione fisica di qualsiasi
oggetto divenuto inutile o comunque sgradito. "Soccia che stereo!" si
dirà appena saggiata la potenza sonora dell'ultimissimo ritrovato
acustico situato in camera dell'amico "...e che ne hai fatto di quello
vecchio?" "l'ho sfrombolato giù dalla finestra!"
SGAMBIRLONA: Termine un tempo usato per definire una ragazza filiforme
con gambe spropositatamente lunghe.
"Hai visto che sgambirlona che e' la ragazza di mio fratello?"
SGHETTO (ANDARE DI): espressione volta all'identificazione di contesti
fortunosi che hanno consentito il concretizzarsi di eventi altrimenti
improbabili. Tipico l'incipit dello studente universitario
nullafacente e vitajolo che, all'ingresso dell'aula dove si tiene
l'esame di "scienza delle costruzioni", con la fiata ancora turbata
dall'alcool ingerito la notte precedente esclama: "oh raga, se passo
questa mi va fatta di sghetto!"
SGODEVOLE: stato fisico mentale tipico di una donna durante la
comparsa delle sue cose, ma può essere usato anche al maschile per
indicare un personaggio che "non si affronta" (Vedi).
SLUDRARE: verbo che indica un accostamento alimentare quanto meno
discutibile "Regaz ieri non avevo sonno così alle 2 di notte mi sono
sludrato un salame intero con patatine fritte tocciate nella nutella".
SLUNGARE: Passare, allungare,dare.. si dice per farsi fare un favore
subito.. "Oh mi slunghi il giornale solo un attimo che leggo
l'oroscopo?"
SMATAFLONE: ceffone, manrovescio. Celebre la frase della nonna: "Oh
cinno, se non la smetti di fare il tuo numero ti caccio un
smataflone". con l'aggiunta "che ti attacco al muro" ha un effetto
abbastanza convincente.
SOCMEL/SOCCIA: intercalare dal significato multiplo. Letteralmente
significa "succhiamelo", ma è un'esclamazione che non ha alcun
riferimento all'atto sessuale e che può essere usata in qualsiasi
frangente, per esternare qualsiasi tipo di sentimento. "Socmel che due
maroni!" esclamerà il petroniano bloccato nel traffico dei viali alle
5 del pomeriggio.
SOLFANAIO: rigattiere, robivecchi. Termine che deriva dalla "solfa"
petulante e ripetitiva col quale il rigattiere faceva sentire la sua
presenza per le strade, del tipo "Donne è arrivato l'arrotino!". Il
termine si usa per indicare un qualsiasi attrezzo che sia da eliminare
per inutilità : "Regaz oggi mi è ciocato il cellulare, è meglio se lo
caccio dal solfanaio". Per chi invece raccoglie qualcosa vicino al
rusco (vedi) "Oh sei proprio un solfanaio!"
SPANIZZO: persona che si fa notare, che non si tira indietro, che osa
in maniera evidente ma comunque degna di ammirazione. L'immagine, per
quanto possa sembrare somigliante ad una prima lettura superficiale,
differisce sensibilmente da quella dello "sborone" (cfr.) in quanto
non comprende l'accezione negativa caratteristica di quest'ultimo. "Oh
regaz, l'altro giorno Gino ha fatto lo spanizzo e ha pagato la cena a
tutti"..
SPLENDIDO: fare lo..(vedi spanizzo)
SPARGUGLIO: confusione, disordine. Da utilizzare soprattutto in
situazioni in cui oggetti vengono lasciati a casaccio.
SPIETRATA: termine usato per definire un conto molto salato spesso
usata dai giovani felsinei alla presentazione del conto della Pizzeria
"Soccia che spietrata 4 pizze 45 euro!! la prossima volta andiamo da
Altero" (Altero un mito! pizzeria al taglio di rinomata fama.. e'
d'obbligo per chi passa da Bologna)
SPORTA: contenitore una volta in tela grezza, ora in plastica, usato,
generalmente, per fare la spesa. Per i maruecas trapiantati: non
parlateci di "busta per la spesa"; per noi la busta è quella da
lettera e basta!
SQUASSO: unità di misura non precisamente definita, molto simile a
sbrozzo (Vedi). Da usare assolutamente in casi in cui si debba
gentilmente mandare a quel paese qualcuno.
SQUIZZARE: letteralmente "schiacciare". Il termine va però associato
ad azioni specifiche, quelle in cui c'è una precisa fuoriuscita di
liquido ad esempio "Oh bela regaz, ieri son stato al Mac, mi sono
taffiato un tot di patate e ci ho squizzato sopra un tubo di maionese:
di un'altra!".
STIATTINO: sinonimo di schizzo, stiattinare schizzare.. "mamma ti
aiuto a lavare i piatti.. attento a non stiattinare dappertutto che ho
appena pulito!!
STRACCIARE: parola dal significato multiplo, ha la stessa valenza di
SBOCCARE, indica l'azione di stressare qualcuno "Oh tipo mi stai
stracciando le balle, bona le!"; può significare anche passare col
rosso ad un semaforo, oppure, in gergo motociclistico è da usare in
casi di impennate da antologia: "Oh regaz col mio nuovo ferro straccio
delle impe che non si affrontano!".
SUDAZZA: evidente chiazza di sudore sotto l'ascella.. "Accendi il
condizionatore! Ho gia' la sudazza!"
SUSANELLO: il termine indica una persona di statura elevata, ma non è
necessariamente dispregiativo come "giandone" (cfr.)
SVERZURA: stato mentale che comporta una particolare carica o spinta a
compiere determinate azioni. La "sverzura" in campo sessuale è un
classico.
TABANA: ododre nuseabondo, al limite della sopportazione. Il termine
trova applicazione in tutti i casi di ascella pezzata e di notevoli
concentrazioni di fumo. "Soccia che tabana!".
TAFFIARE: Letteralmente "mangiare". Può essere usato per indicare un
abbondante ingurgitamento di cibo: "Oh regaz ieri sera ho cacciato una
taffiata clamorosa"; ma può indicare anche solo un pasto generico "Oh
regaz ho fame, andiamo al taffio?".
TAMUGNO: termine usato specialmente in campo gastronomico per indicare
cibi indigeribili: "Oh regaz le lasagne di oggi in mensa eran tamugne
di brutto".
TIRARE GLI ULTIMI: ultimi intesi come respiro. Termine usato per
indicare uno stato di malattia molto avanzato o terminale, dicasi di
persona molto malata o barcollante. "Oh regaz, guarda lui li' sembra
stia tirando gli ultimi".
TIRELLA: condizione fisica che indica una profonda carica sessuale,
nel sesso maschile si identifica con un'erezione.
TIRO: è l'azione di schiacciare il bottone che apre il portone del
palazzo. Quando il gentiluomo bolognese si troverà ai piedi del
condominio dell'amata suonerà il campanello pronunciando la frase:
"Ciao, sono io, mi dai il tiro?"
TOMBINO: scolo fognario di forma quadrata con ferritoie, posta sulla
strada, "Mi son cadute le chiavi dentro al tombino!"
TOMELLA: si riferisce all'atto di "intomellare" ossia di riversare
fiume di parole sul prossimo cercando di convincerlo delle cose più
disparate. "Cioé, mi hai fatto una tomella assurda, mollami subito!"
Vedi anche "pezza".
TOCCIARE: intingere, fare la scarpetta. Eliminazione della doppia c
come da copione "Oh nonna posso tociare il pane nella pentola del
ragu'?"
TOTALE/TOT: la totalita' delle cose, viene spesso usato in svariate
occasioni, sta ad indicare il molto "Quella tipa mi piace un tot",
"Quella moto ha fatto un totale di chilometri".
TUGNINO: tedesco, si sentiva dire spesso a Rimini " Oh ma quanti
tugnini ci sono a Rimini?! "
TUNNELLO/TUNNO: individuo originario della fascia del Magreb,
trapiantato a Bologna, solitamente dedito allo spaccio di sostanze
illecite.
USTA: termine impiegabile in situazioni difficili, in cui ci sia
bisogno di usare intelligenza, oppure astuzia. "Oh regaz quel
meccanico lì ha dell'usta: in due minuti mi ha riparato il mio ferro,
che non ne voleva sapere mezza di ripartire!".
VANGE!: si diceva un tempo, andava a sostituire il soccmel.. "Vange
che bella macchina che ti sei comprato!"
ZACCOLONA: Donna spesso trasandata, trascura la casa e le faccende
domestiche, spesso sporca e trascurata. Che non sa fare i mestieri di
casa. "Oh regaz, avete visto che zaccolona la moglie di Ugo? Aveva una
casa che ci pianti il basilico".
ZAGNARE: rompere, infastidire. Forma verbale tipicamente utilizzata
nella più ampia locuzione "zagnare i maroni" dove l'azione si eleva ad
una forma catartica ed universale che colpisce inevitabilmente le
parti più intime e sensibili della corporalità maschile, ultimo ed
ineluttabile bersaglio delle persone più insopportabili che la vita ci
para dinanzi.
ZAGNO: sinonimo di giazzo (vedi).
ZIGARE: piangere. Da usare in riferimento a pianti striduli e
petulanti come quelli dei bambini. "Oh quel cinno lì ieri sera non la
smetteva mai di zigare, che due maroni mi ha fatto venire su!".
ZDOURA: letteralmente "reggitora o reggitrice". Il termine stava ad
indicare, negli anni che furono, la classica donna/padrona di casa
factotum della famiglia patriarcale. Ora la zdoura ha il significato
più generico di donna un po' attempata, magari una di quelle che
ancora piega (a mano) i tortellini alla festa dell'unità , oppure,
quelle piene di paillettes, che si trovano nelle balere di liscio.
ZORA: deriva dal termine sopra ma con un'accezione particolarmente
negativa e ha lo stesso significato di donna di facili costumi, ma la
zora è generalmente conciata in maniera assurda e si muove in societÃ
con la grazia di un camionista rumeno.
Bibi emigrante
domenica, 09 novembre 2008
Dunque che dire, venerdi ero talmente distrutta che sono rimasta in casa, paccando un sacco di amici ma non avevo nulla di umano......ieri ho lavorato, per fortuna da casa, dovevo andare con la mia amica a una festa carina al Cab (locale fighetto di Parigi), ma stavo leggendo un libro fantastico e nn ce la potevo fare:
Secondo pacco....brava Bibi.
Quindi ero sul divano a leggere il secondo capitolo della trilogia Millennuim, che consiglio caldamente, quando il mio tel suona e rispondendo mi ricordo che avevo un mezzo impegno con lo psicologo:
Nel senso....alcuni vanno in terapia, invece io ho un corteggiatore psicologo che era a parigi per un convegno, e che voleva portarmi cena.
Prima di continuare il racconto bisogna che vi racconti un po' di lui.
L'avevo intervistato qualche mese fa, e ero dovuta andare a una sua conferenza per conto della radio, lui mi ha visto e quando ha capito che ero io che l'avevo intervistato non mi ha piu' mollato, mi scriveva mail, mi mandava i suoi libri, ma non si era mai permesso di essere spudorato.
Anche perche' non era giovanissimo, circa cinquant'anni, e la cosa era rimasta li:
Fine del flashback.
Dunque ieri mi chiama mi dice ceniamo insieme, io vado, scegliamo un ristorante e cominciamo a parlare, mi racconta dei suoi matrimoni finiti, ecc eccc, era anche simpatico, ma ad un certo mi sono innervosita, quando mi ha accarezzato il viso, cosi di punto in bianco.
Queste sono le cose che mi fanno chiudere a riccio, se non sono davvero in confidenza con una persona non mi va di essere toccata, nemmeno sul viso.
Poi se mi innamoro mica sono la regina delle nevi, la confidenza ci puo' essere anche dopo poco, ma se non la sento non tollero essere toccata, nemmeno sfiorata.
Insomma si è capito che questo proprio non mi piaceva.
Comunque la cena finisce, era un freddo bestiale e questo voleva fare una passeggiata , della seria com'è romantica Parigi, io dico si si ma andiamo nella direzione di casa mia, lui a quel punto si era esaltato e fa per prendermi il braccio.
Ma proprio non ha capito, io lo fulmino e comincio a camminare sempre piu' veloce e arrivata a un bivio gli dico , be grazie della serata io vado di qui, li c'è una stazione taxi cosi vai al tuo albergo....
lui basito, io metto l'ipod e me ne torno a casa, ascoltando Aznavour.....
Bibi che nn si fa incantare
postato da: superbibi alle ore 12:41 |
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